Un filtro dell'olio a 6,90 euro con 6,13 di spedizione costa più dello stesso filtro a 11,50 spedito gratis. Sembra ovvio scritto così, eppure quasi tutti i confronti online ordinano per prezzo di listino, e l'occhio va sul numero più piccolo. Nel nostro catalogo, su circa 190.000 schede con più di un venditore, in una su dieci il negozio più economico sul listino non è quello più economico alla consegna. Questa guida spiega da cosa dipende, come leggere le condizioni dei venditori prima di ordinare e che cosa ti garantisce la legge se il pezzo è sbagliato o difettoso.
Tre modi di far pagare la spedizione
I negozi di ricambi usano tre logiche, spesso combinate.
La soglia di gratuità. Sotto un certo importo si paga, sopra no. Le soglie che abbiamo letto vanno da 50 a 70 euro circa. Un ordine da 48 euro con 6 euro di consegna costa 54: se ti manca un consumabile che avresti comunque comprato, aggiungerlo all'ordine può far scendere il totale invece di alzarlo.
Le fasce di peso. Chi spedisce di tutto, dal sensore alla marmitta, tariffa a peso: pochi euro fino a 4 o 10 chili, poi si sale a scaglioni. Un disco freno pesa 5-8 chili, una coppia di ammortizzatori supera i 10, un radiatore ingombra più di quanto pesi. Alcuni venditori mantengono il pagamento anche sopra la soglia di gratuità quando il collo supera i 30 chili: per i pezzi grandi conviene leggere la tabella per intero.
La quantità. È la regola dei gommisti online: dal secondo pneumatico in su la consegna è gratuita, il pneumatico singolo paga un supplemento che varia tra 4,50 e 10 euro. Se devi cambiarne uno solo, il prezzo che vedi in lista va letto con quel supplemento in testa.
A queste si aggiungono i supplementi geografici, che nessuno mette in evidenza: Sicilia e Sardegna qualche euro in più, isole minori e Venezia insulare molto di più, Livigno e Campione d'Italia a parte. Se abiti in una di queste zone, il totale reale lo scopri solo nel carrello.
Come lo mostriamo nel comparatore
Nelle nostre schede le offerte sono ordinate per totale, non per listino. Per ogni venditore applichiamo la regola che rispecchia le sue condizioni: il costo dichiarato nel listino oppure le sue tabelle pubblicate (soglie, fasce di peso, regola dei due pneumatici), e la scriviamo accanto al nome del negozio, per esempio «gratis da 50 €» o «gratis per ordini da 2 pneumatici». Il supplemento per il pneumatico singolo e i sovrapprezzi per le isole non entrano nel calcolo: il totale che vedi è quello per la penisola e per un ordine ordinario. Se il costo non è ricavabile, l'offerta finisce in coda con la dicitura «spedizione non dichiarata»: non è detto che costi di più, è detto che non lo sappiamo.
Prima di ordinare: quattro controlli
- Il totale nel carrello, con il tuo CAP. È l'unico numero che conta. Se differisce da quello della scheda, fa fede il negozio.
- La quantità. I consumabili si vendono spesso a pezzo singolo dove servono in coppia (pastiglie a kit, dischi a coppia, ammortizzatori a coppia). Verifica che il prezzo sia per l'unità che ti serve davvero.
- La disponibilità dichiarata. «Disponibile» e «ordinabile» non sono la stessa cosa: il secondo può voler dire una o due settimane. Se il pezzo ti serve entro il fine settimana, la consegna gratuita in dieci giorni vale meno di quella a pagamento in due.
- Le condizioni di reso. Cerca chi paga la spedizione del reso e se il pezzo va restituito integro nella confezione originale. È il punto in cui i venditori si distinguono di più.
Cosa dice la legge sul reso
Chi compra online come privato ha il diritto di recesso: quattordici giorni da quando ricevi il pezzo per cambiare idea, senza spiegare il motivo (art. 52 del Codice del Consumo). Comunichi il recesso al venditore, poi hai altri quattordici giorni per rispedire il bene (art. 57).
Sulla spedizione del reso la legge è precisa: i costi diretti sono a carico tuo, salvo che il venditore abbia accettato di sostenerli o abbia dimenticato di avvertirti che sarebbero stati tuoi. Nelle condizioni di vendita questa frase c'è quasi sempre; leggila prima, non dopo.
Il ricambio può essere esaminato, non usato. Sei responsabile della perdita di valore se lo hai maneggiato oltre quanto serve «per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento» del bene. Aprire la scatola di un alternatore e confrontare gli attacchi con il pezzo vecchio rientra nella verifica; montarlo e fare cento chilometri no. Per lo stesso motivo conserva confezione, etichette e sacchetti finché non sei certo che il pezzo sia quello giusto.
Attenzione a una zona grigia: alcuni negozi vendono anche ad aziende e officine con partita IVA. Se compri con fattura intestata alla ditta il recesso non si applica, perché non sei un consumatore.
E se il pezzo è difettoso
Qui non c'entra il recesso ma la garanzia legale di conformità: due anni dalla consegna, nei quali il venditore risponde dei difetti del bene (art. 133). Per i contratti dal 1° gennaio 2022 il difetto che si manifesta entro il primo anno si presume esistente alla consegna, e tocca al venditore provare il contrario; dopo il primo anno la prova passa a te. Non serve più denunciare il vizio entro due mesi, obbligo eliminato dalla riforma del 2021, ma l'azione si prescrive dopo ventisei mesi dalla consegna.
Due precisazioni pratiche. La garanzia copre il difetto del pezzo, non l'errore di scelta: un ricambio sbagliato perché hai letto male il codice non è un difetto di conformità, ed è il recesso, non la garanzia, lo strumento giusto. E la garanzia si fa valere con chi ti ha venduto il ricambio, mai con il corriere e mai con un comparatore: noi ti portiamo sul sito del negozio, ma il contratto lo firmi lì.
In pratica
Per un consumabile leggero conta la soglia di gratuità; per un pezzo pesante contano le fasce di peso; per uno pneumatico singolo conta il supplemento. Per tutto il resto contano le condizioni di reso, che leggi in due minuti e ti evitano una spedizione a tue spese. Il confronto per totale ti porta vicino al prezzo vero; il carrello, con il tuo indirizzo, te lo dice esattamente.
